giovedì 9 giugno 2011

non dirle che non è così

stasera, dietro le quinte, il relatore mi si è avvicinato "credo che abbiamo un amico in comune" - mi dice. io gli sorrido, e chiedo chi?
non mi aspettavo di sentire il tuo nome.
"mi ha detto che avrebbe letto una sua amica, e che fate teatro insieme"
sì, continuo a sorridere, sì gli dico.
una sua amica...
ma gli amici si parlano, si salutano, si incontrano, si mandano sms.
noi ci siamo cancellati.
però, poi, torni.
dietro le quinte.

http://www.youtube.com/watch?v=bywqph6gNYA

domenica 15 maggio 2011

la tua strada è molto lunga, forse non la seguirò

non ci sarà nessuno, lo so, che mi dirà che gli manco, che mi dirà che mi pensa, che mi pensa spesso.
e chissà se gli capita qualcosa - una frase una situazione un gesto un inciampo - che gli ricordi me.
chissà se a londra gli verranno gli attacchi di panico, chissà se qualcuno dei suoi compagni saprà leggere il suo sguardo scuro e rassicurarlo, o chissà forse anche il panico è passato, finalmente, e adesso se ne può andare in giro per il mondo libero e sereno come tutti i viaggiatori, e adesso scoprirà che può fare tutto, che non ha nessun impedimento, che le mancanze e i suoi fantasmi se ne sono andati, e quelli che non se ne vanno lui li può portare con sè, ma senza che paralizzino, come una volta.
chissà se ha visto un libro di cui si è magari una sera parlato e gli sono venuta in mente, chissà se non ha avuto il moto il pensiero il gesto di prenderlo.
chissà se si è fermato in questo mese e mezzo l'attimo prima di comporre il mio numero.
chissà se quando viene in città sbaglia ancora strada e prende quella per venire da me.
non ci sarà nessuno, lo so, che mi dirà che         .

http://www.youtube.com/watch?v=8gx6PFnfi5I

giovedì 12 maggio 2011

quattro giorni

Penso ai quattro giorni. Alla loro brevità.
Penso che sono troppo pochi per non diventare molto importanti.
Penso, a volte, come è possibile essere arrivati fin qui.
Penso alla verità da dire.
Penso che io la mia ancora non te l'ho detta.
Penso che tu non l'hai detta ancora a nessuno.
Poi penso che ognuno ha la sua, e allora penso allo sguardo, al sorriso, e penso che qualcuno ha detto che bastano (*).
Penso che è così.
Penso che basta poco. Ma che a volte quel poco sembra tanto, troppo, forse di più di quanto si riesca.
E allora penso a quando non si riesce, ai limiti dentro, dietro, uno sguardo, un sorriso, poche parole. Penso che se ti chiedo il braccio io ti dò la mia fatica, penso se per caso non sia affatto giusto, darti la fatica, penso se siano questi i sensi di colpa sui quali si giocano a dadi i rapporti;
penso che il punto dentro al quale tu sei in grado di usare la parola abuso, è stato il punto nel quale io mi sono fatta piccola per stare dentro al tuo dolore.
penso che il marchio di non essere riuscita a dimostrartelo me lo porterò dietro ancora per un pò di tempo
penso che la collera che mi dura giornate è la semplicità di fare con me ciò che più automatico possa venire: rigettarmi addosso il mio dentro travestendolo col mio fuori, e penso che sia la cosa più vigliacca che si possa fare.
penso che la mia malattia tu la puoi vedere, e che la tua dimora dietro le tue parole.
penso che una volta avremmo potuto dircelo;
penso a una volta: gli angoli della bocca sporca di gelato e una manciata di parole che si volevano.
poi penso come ho potuto perdere, come hai potuto perdere tu.
penso che mi piaceva guardarti vivere, e poi penso che l'amore non può fare paura
penso ai quattro giorni, alla loro brevità, alla loro intensità, al desiderio di viverli nella verità, penso che è stato un onore incontrarti e conoscerti, scambiare del tempo con te, penso che se ne è passato uno, di giorno, ho ancora gli altri tre, e penso che se dovessi rivivere il primo, io mi innamorerei di nuovo di te.

(*) http://www.youtube.com/watch?v=_jnFnmuFoSY&feature=related

lunedì 14 marzo 2011

vuol dire corrente sotterranea

allungare i piedi sotto il tavolo, agganciarli ai miei e farci un pò la guerra mentre nessuno vede.
parlarmi del padre tra il rumore del traffico, dirmi "non mi hai mai detto che sarebbe andato tutto bene e ne avevo bisogno", piangere senza che lui se ne accorga tra la folla di via zamboni
raccontarmi del giorno in cui ha smesso di amare e quello in cui ha dato il primo bacio.
prepararmi un cd intitolato "Bologna"
canticchiarmi tutto il tempo una canzone senza che si conoscano tutte le parole - now i've got you in the undertow - cosa vorrà dire undertow?
e poi scoprirlo e scriverselo a vicenda e dirsi che è una parola bellissima.

http://www.youtube.com/watch?v=BMkqbY0oGKQ

mercoledì 9 marzo 2011

and somehow, somehow, somehow communicate...

Mi sono innamorata di te.
il giorno che mi hai incontrato con un cd  e una caraffa dell'ikea.
mi sono innamorata di te su un'altalena al mare di notte.
il giorno che sei venuto da me con un vassoio di paste e non siamo andati al mare
mi sono innamorata di te sul terrazzo di casa mia mentre parlavi
mi sono innamorata  una notte mentre ti ascoltavo  dormire
e una mattina che mi hai svegliato
mi sono innamorata di te con il tuo peso sopra di me
e  in un ballo goffo a teatro
in due passi  a piedi nudi  sulla sabbia fredda della notte dopo un concerto
mi sono innamorata di te in autostrada mentre guidavo con te di fianco
mi sono innamorata di te, negli abbracci e nei baci
mi sono innamorata di te mentre lavavo i piatti
un giorno in chiesa, una notte al telefono
mi sono innamorata di te davanti alle vetrine illuminate di notte
e il giorno che mi hai tenuto stretta la mano
mi sono innamorata di te quando ci penso e mi viene da piangere
e i giorni che ti penso e sorrido
tutte le volte che non riesco a guardarti, e i minuti che non riesco  a staccare gli occhi da te
mi sono innamorata di te dentro a centinaia di canzoni
mi sono innamorata di te quando hai appoggiato la testa sulla mia spalla durante un concerto
e tutte le volte che mi hai detto cose che mi fanno male
il giorno che mi hai portato una primula viola e non hai voluto parlare con me
mi sono innamorata di te nella stanza di un museo
e il giorno che ho avuto paura
e il giorno che hai avuto paura tu
e tutti i giorni che rido e tu ridi
e tutti quelli che si è pianto
mi sono innamorata di te in una commedia di beckett e nelle frasi fatte.
mi innamoro di te anche ora che smetto di farlo,
che te lo dico e ho paura,
che faccio la dura e poi crollo,
che ti ho promesso di restare.
che resto.
mi sono innamorata di te tra i denti stretti e le labbra serrate.
e qui, ogni volta, io mi sono innamorata di te:
and tell you the worst of me and try to give you the best of me, because you don't deserve any less.

http://www.youtube.com/watch?v=V08Mt35MSis

lunedì 21 febbraio 2011

e tu portami come un incendio

ho sognato che eravamo in un giardino, tutti insieme, e tu recitavi un pezzo scritto da te. intorno c'era un gran vociare di bambini che giocavano. noi, intorno a te, ascoltavamo in silenzio. non ricordo cosa dicevi, ma ricordo il calore che saliva dallo stomaco fino alla gola. quando  hai finito qualcuno si è messo a piangere, dicendoti, commosso, che era il pezzo più bello che tu avessi mai scritto. gli altri si sono alzati e sparsi per il giardino, io sono rimasta seduta in silenzio, a poco spazio da te. poi non so come, mi sono alzata e mi sono seduta vicino a te. indossavi una camicia rosa, e ti ho abbracciato. e mi hai abbracciato. e siamo rimasti abbracciati, così, come a cercare pace e trovatala, non lasciarla più andar via.

http://www.youtube.com/watch?v=acNU18wH9fo